Credere nell'home staging

Home staging e la logica del bar

Quando si sceglie di entrare in un bar a consumare qualcosa da bere, dal semplice caffè alla colazione completa, ma anche gustare una bibita fresca o una sana centrifuga, si è portati a far un’azione ben precisa: scegliere il posto che maggiormente ci attira. Così, a prima vista. Infatti, se vediamo un bel locale, pensiamo subito: “avrà sicuramente qualcosa di buonissimo da consumare” oppure “qui vorrei portarci i miei amici o il/la mia/mio partner” oppure ” Vorrei prendere un thè con i miei genitori o una coppa di gelato con i miei bambini”.

Si tratta di colpo d’occhio, di primo impatto, di quel quid che ci porta a scegliere quel locale, invece che un altro. Non per forza il più “figo”, ma quello capace di trasmetterci un senso di più totale agio.

Magari, poi, quel posto non ci ha soddisfatti al 100% oppure ha dei difetti che non immaginavamo, come la poca varietà di scelta dei cibi e bevande o un cameriere non propriamente educato o preparato, ma quel posto ci ha colpiti e l’importante è questo.

Fonte: Pinterest

La stessa cosa vale per una casa preparata con l’home staging: una casa ci colpisce per le immagini sull’annuncio, per come si presenta, anche quando ci sono dei difetti, come nel caso di una abitazione da ristrutturare oppure che ha dei complementi d’arredo non nuovissimi o una finestra senza tende. Capiamo tutte le sue potenzialità, anche nella sua imperfezione, anche quando sappiamo che la sua forza emerge su tutti gli eventuali difetti.

Fonte: Pinterest

Ecco, all’home staging si può applicare quella che mi verrebbe da definire “la logica del bar”. Presentare male una casa, senza home staging e senza servizio fotografico professionale è come invitare una persona a bere nel famigerato e cosiddetto “peggiore bar di Caracas”.

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