Credere nell'home staging, Fare home staging

Agenti immobiliari che contattano home stager per far acquisire. Uno fenomeno strano, ma non troppo

man wearing brown suit jacket mocking on white telephone
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Alcuni agenti immobiliari che contattano home stager per far acquisire case o per svolgere altri compiti o lavori è un “fenomeno” che, purtroppo, accade. Nello specifico, ci sono agenti immobiliari che utilizzano l’home staging come scusa per non far fare home staging. Ecco come

Agenti immobiliari che contattano home stager per far loro acquisire case. Non esiste il nome per definire questo fenomeno e bravo chi sarà in grado di trovarlo. Chiamarlo “l’accalappiastager” è fin troppo grossolano e riduttivo, se non fuorviante. Non è, però, qualcosa di così assurdo. In che cosa consiste? Capita che home stager vengano contattati da agenti immobiliari (via telefono o attraverso i social network) per un incontro conoscitivo. Ciò accade perché l’agente afferma di essere intenzionato a utilizzare l’home staging come strumento di marketing continuativo per la propria agenzia o per alcuni immobili in vendita/affitto.

L’home stager è entusiasta quando un agente immobiliare mostra interesse per un settore come l’home staging, in crescita, ma non ancora così compreso quale efficace forma di comunicazione di immagine immobiliare. Sempre per via dell’entusiasmo, l’home stager si reca all’appuntamento con l’agente, portando con sé il proprio portfolio di lavori svolti e/o materiale informativo su come operi. L’agente lo fa accomodare e, dietro la sua voglia, più o meno palesata, di avvalersi di un home stager, inizia gradualmente a mostrare la sua vera intenzione: quella di cercare persone che acquisiscano case.

Agenti immobiliari che chiedono di acquisire case

Spesso la proposta delle acquisizioni si nasconde o tramite il desiderio di “voler creare un team di professionisti” oppure “di voler assolutamente utilizzare l’home staging, prima o poi”(sono le frasi spesso utilizzate in maniera criptica). Prima o poi, sì, a patto che prima l’home stager molli qualsiasi intento inerente la propria professione e si metta a cercare case disperatamente(cit.).

Tutto questo si traduce in una grande perdita di tempo per l’home stager che ha accettato l’appuntamento, credendo di poter incontrare un agente “illuminato”, che parlasse di home staging per passare all’azione (in sintesi: preparare le case per la vendita/affitto, che è il lavoro dell’home stager, dietro al quale c’è un progetto impegnativo e non lo spargimento di cuscini o candele per le case, come spesso si crede).

Insomma, tutto si traduce in un “ho poche case, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti ad acquisirle, poi, se tutto va bene, ti faccio fare home staging”.

Ok, questo può assolutamente funzionare qualora:

  1. l’home stager sia anche un agente immobiliare
  2. l’home stager abbia intenzione di intraprendere anche una carriera d’agente immobiliare, iniziando dal property finding. Si parte sempre con il voler affiancare gli agenti più esperti per acquisire immobili

Nulla di strano, quindi, in tutto questo. Il problema è che, in genere, l’home stager vorrebbe fare solo una cosa: home staging. Come arginare il problema di chi sottovaluta la nostra professione, credendo che debba essere accompagnata da altre mansioni?

Si potrebbe fare così:

  1. Cercare di capire le intenzioni dell’agente, ancor prima di recarsi a un appuntamento. Almeno non si perde tempo.
  2. Provare a spiegare all’agente come davvero si possa essere utili e organizzare insieme un incontro per parlare esclusivamente di home staging.

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