Che cos'è l'home staging, Credere nell'home staging, Interviste

Parliamo di home staging: intervista a Francesca Gilardi (interior designer e home stager)

Francesca Gilardi, interior designer e home stager

Parliamo di home staging? Ecco l’intervista a Francesca Gilardi

Ciao, Francesca, parlaci di te: chi sei, da dove vieni e come hai conosciuto il mondo dell’home staging?

Ciao, sono Francesca Gilardi, milanese, con un figlio. Creativa e determinata, intraprendente e amante del bon-ton. Fortemente analitica e minuziosa, vedo sempre il bicchiere per tre quarti pieno, trovando il lato positivo e la soluzione migliore in ogni situazione. Sono esperta in valorizzazione e gestione organizzativa e di me dicono che sono accogliente e solare.

Sono interior designer, formata alla Nuova Accademia del Design, tra le poche riconosciute da AIPi Associazione Italiana Progettisti d’Interni – Interior Designer e ho completato il mio percorso accademico conseguendo il Project Work.

Sono, inoltre, home stager, formata da Home Philosophy, unica realtà  italiana che eroga  corsi approvati e  accreditati da IAHSP®  -International Association  of  Home Staging Professional (associazione fondata dalla creatrice dell’Home Staging,  Barb  Schwarz) e  dalla  IAHSP Europe® e accreditata all’Ordine  degli Architetti di Milano. Sono anche home relooker per passione.

Circa quattro anni fa, dopo anni di pensieri e valutazioni sulla domanda “cosa voglio fare da grande?” ho trovato la risposta che, in realtà, avevo sempre avuto dentro -e fuori- me. Così, è iniziato il mio cambio vita in funzione della mia passione e attitudini: case e persone. Ho studiato e valutato le migliori proposte, fino a giungere alle mie scelte: NAD Nuova Accademia del Design per l’Interior Design e Home Philosophy per l’Home Staging.

Un intervento di home staging di Francesca Gilardi

Che legami hai con le tue esperienze lavorative precedenti e cosa hai portato di tuo nell’home staging?

Ho sviluppato una visione e ragionamento analogico, grazie agli studi olistici che mi permettono di “vedere l’insieme”. Mentre, le competenze maturate precedentemente mi hanno permesso di sviluppare la gestione e ottimizzazione dei flussi di lavoro (anche in team), analisi e gestione del budget. Riassumendo: linearità e flessibilità sono parte del mio bagaglio acquisito. Questo, insieme alle mie specifiche peculiarità, mi permette di guardare da diverse angolazioni, avendo cura e attenzione delle persone di cui scelgo di occuparmi con il mio lavoro di home stager.     

un intervento di home staging di Francesca Gilardi

Nella zona in cui operi come ti sembra venga percepito l’home staging ?

C’è tanto lavoro da fare! E c’è tanta corretta informazione da diffondere! Anche con l’interior design affronto la stessa necessità di corretta diffusione di informazione. Nella migliore delle ipotesi, l’home staging viene recepito come un abbellimento degli ambienti fine a se stesso. In quest’ottica, la professionalità, raggiunta con studio ed esperienza, non viene recepita né contemplata, limitando le nostre competenze al solo “buon gusto”.  La parte inerente lo studio del target, la valorizzazione di tutti gli attori della compravendita e degli spazi, la coerenza tra la realtà e la presentazione/proposta degli immobili, la necessità di creare sinergie con e tra i professionisti avendo lo scopo unico di soddisfare il cliente, rendendolo felice, è assente. La cura delle persone è ignorata, nel vero senso della parola: non c’è la cognizione/cultura di ciò di cui si occupi l’home stager.

Di recente, sono stata contattata da una collega (lei è architetto), perché credeva che l’home staging si occupasse di abbellimento degli spazi interni, ma in ottica interior, quindi finalizzata alla “sola” bellezza. Riassumendo la lunghissima telefonata, le ho spiegato che il punto di incontro tra interior design e home staging, che, come sempre dico, sono le due facce opposte della stessa medaglia, si toccano (vengono in contatto) quando c’è la necessità di fare un servizio fotografico di un progetto di interior, per valorizzare ulteriormente la realizzazione. Insomma, lei aveva idea che l’home staging fosse “mettere meglio gli oggetti”. E’ rimasta stupita nell’ascoltare lo studio, cura ed attenzione che c’è dietro una “semplice fotografia”. Che poi, “Molti sono in grado di riprodurre la realtà con immagini, ma restituire ciò che arriva, le emozioni è un dono realizzabile da pochi” (rivisitazione personale ispirata da J.Pollock).

particolare da un intervento di home staging di Francesca Gilardi

Quali sono le difficoltà, secondo te, per questa professione e come pensi sia, invece, importante per il processo di vendita/affitto delle case?

Non vedo difficoltà oggettive, ma l’esigenza del giusto tempo per fare la corretta informazione su ciò che è il nostro lavoro e, di conseguenza, l’esigenza delle persone di percepirla, facendola propria. Ritengo l’home staging uno “strumento” fondamentale nel processo di compravendita perché è democratico: permette a tutti la realizzazione delle proprie ambizioni. Mi spiego: molte persone credono che bellezza sia direttamente proporzionale a budget. L’home staging smentisce questo assunto (tipicamente italiano, aggiungerei). La bellezza nasce dalla cura, attenzione e da una passione matura (intendo ben gestita). Questi sono gli ingredienti per dar vita alla vera bellezza. Tutto il resto è mettere mano al portafogli per replicare cloni delle stesse case, riconoscibili anche per le mode e le epoche in cui sono realizzate.

Per conoscere meglio i lavori di Francesca Gilardi:

https://www.facebook.com/gilardinteriors/

https://www.instagram.com/gilardi_interiors_on_staging/

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.